Secondavista

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
No images
Home Articoli Economia Lavorare meno, lavorare tutti!

Lavorare meno, lavorare tutti!

E-mail Stampa PDF
Il presidente della commissione europea Barroso nel maggio 2009 al vertice di Praga proponeva come soluzione temporanea al rischio di disoccupazione di massa dovuto alla crisi, quella di ridurre le ore di lavoro complessive. Tale suggerimento non è stato certo seguito dalla Spagna che si è vista travolta da recessione, choc finanziari e bolla immobiliare nello stesso anno, portando il suo tasso di disoccupazione da 8,3 al 18 per cento1, il più alto dell’Unione Europea. Nel giro di due anni sono scomparsi quasi un milione e quattrocento mila posti di lavoro e per effetto del marcato dualismo tipici/atipici nel mercato del lavoro spagnolo, quasi un milione e trecentotrentamila sono lavoratori temporanei. In altre parole, ad essere colpiti dal rischio di disoccupazione non sono stati tutti gli spagnoli, ma soltanto e quasi unicamente i “precari” nei settori delle costruzioni e del manifatturiero2. Questi ex-lavoratori rischiano seriamente di passare da una disoccupazione ciclica dovuta alla recessione ad una disoccupazione strutturale, perché nessuno ad oggi può assicurare che future riprese economiche siano in grado di assorbire una così alta offerta di lavoro.

Mentre chi risulta aver seguito, in realtà dovremmo dire preceduto, i suggerimenti dell’Unione Europea è stata la Germania, dove per evitare collassi di produzione e disoccupazione di massa si è fatto uso della flessibilità interna, ovvero è stata data la possibilità di accorciare la settimana lavorativa; in altre parole alle ditte che lo richiedono (va detto che non tutte possono accedervi, soprattutto se economicamente insostenibili) i giorni settimanali lavorativi diventano 4 e il quinto è coperto dal sostegno pubblico.

 

Fonte: Elaborazione dati Institut für Arbeitsmarkt- und Berufsforschung (IAB) 2010.



Risultato: la disoccupazione in Germania a fronte di un calo del 40 per cento delle esportazioni e di un Prodotto interno lordo diminuito del 6 per cento (stiamo parlando di circa 170 miliardi di euro in meno!), non registra nessun aumento di disoccupati, anzi rispetto al 2007 il tasso di disoccupazione è addirittura diminuito di un punto percentuale portandosi al 7.5 per cento3, un valore nettamente inferiore a quello della media europea.
Anche l’Italia in teoria presenta un tasso di disoccupazione inferiore alla media europea (8,5 rispetto a 9,6) ma in realtà, come si vede dalla tabella seguente, utilizzando i dati Istat4 sulle forze lavoro, i lavoratori non regolari e gli attivi con un forte attachment al mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione sale al 11 per cento.

 

Mercato del lavoro in Italia ( 2009 )

Popolazione residente

Valori assoluti

 In percentuale

Occupati

24838

 

Disoccupati

3093

 

Forze lavoro

27931

 

Inattivi in età lavorativa

11.855

 

Popolazione attiva (15-64)

39786

 

 

 

 

Tasso di disoccupazione

 

11,1

Tasso di occupazione (15-64)

 

62,4

Fonte: Elaborazioni fatte su dati Istat 2009.

 

Una disoccupazione questa che al momento non tiene conto dei Cassaintegrati; quando i benefici di Cigs e Cigo si esauriranno potremo osservare la reale dimensione della crisi, soprattutto quella manifatturiera.
Dato l’immobilismo del governo italiano è possibile che si verifichi una situazione simile alla Spagna, tutti questi estromessi dal mercato del lavoro difficilmente rientreranno nel settore industriale. È invece immaginabile che cercheranno lavoro nei Servizi e nel Commercio, ed è proprio in questi settori che il decisore politico deve intervenire favorendo politiche simili a quelle tedesche: settimane corte e solo lavoro part-time.
Certo il rischio è una riduzione di reddito dei nuovi lavoratori, ma tale rinuncia significa possibilità di lavoro in più. Bisogna dunque scegliere tra lavorare in pochi con un salario full-time o lavorare meno ma lavorare tutti.

 

 

1 Dati OECD Harmonised Unemployment Rates News Release: February 2010 www.oecd.com.

2 Dati presentati da Samuel Bentolila CEMFI in Dualism in Spain: El Contrato Único al seminario Beyond Dual Labor Markets. The Time of Legislation tenuto presso l’università Università Bocconi il 17 Marzo 2010.

3 Dati OECD Harmonised Unemployment Rates News Release: February 2010 www.oecd.com.
4 Dati Istat: http://www.istat.it/cerca/?words=forze+lavoro.