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Home Articoli Critica letteraria Ford Madox Ford "Il buon soldato"

Ford Madox Ford "Il buon soldato"

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Info

Ed. Bompiani
trad. Mario Materassi
pag. 266
Euro 9,00

link: http://it.wikipedia.org/wiki/Ford_Madox_Ford


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The Guardian:"..Leonora and Edward, and to a lesser degree Dowell and Florence, are struggling with ignorance as much as moral failure. They are representatives of a system that fails them and fails in their failure. It is the subtler side of Dickens's Circumlocution Office, of Thackeray's Vanity Fair.."

bol.it: "Due coppie si incontrano, nasce un'amicizia che dura per ben nove anni e che sembra basata sull'affetto e sul rispetto reciproci. La morte di Florenze, la moglie del protagonista, John Dowell, pone fine a questo sodalizio. E sarà proprio John, ricostruendo con l'aiuto della memoria quegli anni trascorsi, a scoprire che quelli che sembravano esseri puri e innocenti altro non erano che demoni corrotti e portatori di corruzione"

 


Critica

Il narratore, John Dowell (tutto il romanzo è il suo punto di vista) è il marito di Florence, donna malata e oggetto di cura amorevole ma acritica del coniuge, che frequenta di nascosto il marito di Leonora, un'altra coppia con cui "per caso" nasce un'amicizia fulgida e duratura. Si prefigurano delle ombrose situazioni che il povero John non riuscirà a scorgere ma che poi armato di un "possibile" (a interpretazione del lettore) masochismo, ma sicuro sarcasmo e ironia ci descriverà quasi con atarassico risentimento. Una delle domande è se le cose stanno così come ce le descrive lui oppure quanto il suo sguardo ci deformerà gli altri personaggi implicati? Come per alcuni scrittori quindi proverete antipatia per i personaggi, pietà, avrete dei dubbi che vi faranno procedere oltre le descrizioni troppo prolisse, sarete presi dal gioco del flashback misterioso iniziale in cui l'autore gioca a nascondere i sentimenti. Ford equilibra le varie parti del suo romanzo riuscendo a sollecitare una riflessione sull'amore, l'arrivismo, il sacrificio, l'incoscienza che arriva a soluzioni tragiche ma appunto senza presagirle. Il suo gioco di coppie è finemente confezionato e per il cammino di ragionamenti che sollecita si riesce a trovare degli alibi anche nei momenti in cui l'autore si abbandona a pagine di ridondanze. Alla fine alcuni di voi emozionati dal narratore si chiederanno se Ford voleva dipingere un ingenuo matricolato oppure un sublime filosofo per il quale le disgrazie subite sono delle prove con cui temprare il suo anacoretico spirito, oppure un individuo più impermeabile degli altri ai sentimenti. Ognuno troverà la sua risposta perchè ognuno avrà un concetto diverso di sacrificio, amore, ragione.